Bentzon

Bentzon

Teatro Doglio

Via Lanusei 32
Cagliari
Dal 22 ottobre al 22 novembre

Il teatro Doglio a partire dal prossimo 22 ottobre e per un mese ospiterà la mostra fotografica con gli scatti di Andreas Fridolin Weis Bentzon, l’antropologo ed etnomusicologo danese che dopo un viaggio in Sardegna nel 1952 se ne innamorò e la iniziò a studiare dopo averla visitata da nord a sud.

Di quella ricerca sono nati scritti, registrazioni, fotografie e filmati. Bentzon in qualità anche di musicista si interessò alla tecnica strumentale e agli stili improvvisativi dei suonatori di launeddas, oltre che al ballo sardo, agli strumenti da lavoro delle massaie e dei pastori.

La mostra ospitata al Doglio comprende numerosi scatti in bianco e nero formato 150 x 150 che raccontano gli esiti di quella ricerca. Troviamo oltre ai suonatori di launeddas, il ritratto di Bentzon con la sua moto side-car (la “Nimbus”), opportunamente modificata per il trasporto delle attrezzature e dei materiali etnografici, le maschere di carnevale, il gioco de Sa murra, le donne che lavano i panni nel Flumendosa, immagine suggestiva divenuta anche icona della mostra.

L’esposizione nasce dalla collaborazione tra il festival bianco e nero e l’associazione S’Iscandula di Dante Olianas, grande studioso di Bentzon e promotore da decenni di iniziative sul danese. Tra i progetti annoveriamo la produzione del film “Is Launeddas” (1998, pubblicato anche in un dvd, contenente diverse interviste), montato con materiali visivi girati da Bentzon nel 1962 (pellicole, in 16 mm, bianco e nero). La regia del documentario era stata curata da Fiorenzo Serra. In ambito

discografico, di rilievo è la pubblicazione “Is launeddas – Ricerca sul campo su uno strumento musicale sardo” condotta dallo stesso Bentzon tra il 1957 e il 1962, oltre a diverse pubblicazioni sullo studioso danese.

La mostra è gratuita e potrà essere visitata dal lunedi alla domenica.

Biografia

Andreas Fridolin Weis Bentzon (1936-1971) nasce a Copenhagen da una famiglia di compositori e giuristi di lunga tradizione. All’età di 14 anni è già musicista professionista nella Jazz Band del fratello Adrian.

Nel 1952, a 16 anni, da solo, a piedi, gira la Sardegna. Ha pochi soldi, si nutre di pane e pomodori e dorme in campagna. In seguitò verrà assunto come garzone nel mitico Circo Zanfretta. Rimane folgorato dalla vita in Sardegna, dalla sua gente, dalla sua musica e, rientrato a casa, dirà alla famiglia: “I have found the subject for my life” (Ho trovato il tema della mia vita). Si iscrive in antropologia e nell’inverno del 1957, a cavallo di una moto NIMBUS con side car, attraversa l’Europa per intraprendere una lunga spedizione di ricerca in Sardegna. Raccoglie una quantità immensa di registrazioni, filmati e attrezzi etnografici. Nel 1959, nel Museo Nazionale di Danimarca organizza un’esposizione dedicata alla vita e alla cultura sarda. Nel 1969, la sua tesi di dottorato diventerà l’opera più importante e tutt’ora insuperata della musica sarda.

Scompare il 20 dicembre 1971, a solo 35 anni, una delle più fulgide figure della cultura sarda. 

Il direttore del Museo Di Danimarca, Per K. Madsen ha scritto: Il contributo di A. F. W. Bentzon alla raccolta e disseminazione della cultura musicale della Sardegna, difficilmente può essere sovrastimato

L’associazione Iscandula, fiduciaria della famiglia Bentzon, con i suoi materiali ha finora pubblicato: 5 libri, 7 dischi e un film. 

Dante Olianas